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12 mars 2004 - Focus

Terrorismo di stato
1980: carneficina a Bologna, 85 morti,

L'emozione che suscita degli attentati omicidi è cattiva consigliera. Nei precedenti storici che hanno funestato l'Europa, come a Bologna (1980) o Mosca (1999), le rivendicazioni erano false ed i colpevoli, troppo rapidemment nominati, non erano i buoni. In questo tipo di inchiesta, tutte le ipotesi devono essere considerate ivi compreso più faticoso: quella della "strategia della tensione." Nell'esempio italiano, si trattava per una parte dell'apparecchio di stato, sostenuta per la NATO, di insorgere la popolazione contro i comunisti. Oggi, non si brandisce più "il pericolo rosso", ma il "pericolo islamico." Niente permette per altrettanto privilegiare questa pista.


Le bombe di Madrid avevano appena esploso, il 11 marzo 2004, che il ministro degli Interni spagnolo, parte anteriore anche l'inizio dell'inchiesta, designava già i colpevoli: l'organizzazione indépendantiste basco ETA. Alcune ore più tardi altre voci autorizzate rievocavano il pista Al Qaïda. Interrompendo le loro emissioni per dedicarsi alla notizia continua, le grandi catene di televisione europea estrapolavano allora le diverse conseguenze possibili di queste due ipotesi. Ciò che fa, gli uni e gli altri cedevano all'intenzione degli accomodante: perdevano il loro sangue freddo e si lasciavano sommergere per le loro emozioni. I commenti sentiti da noi non apprendono niente sui fatti, ma molti sui pregiudizi di quelli che li commenta.

Precedenti storici

La funzione del giornalista deve essere qui di analizzare l'avvenimento allo sguardo della sua logica interna, del modo operatorio scelto, delle bersagli mire, delle poste che rappresenta. Per ciò, si appoggia sullo studio comparativo dei precedente storico particolarmente. Così, attribuire unicamente un'operazione di questa importanza ad un gruppo basco perché ha luogo in Spagna è un poco leggero. Dobbiamo ricordarci che gli attentati più omicidi in Europa da vent' anni, quelli di Mosca, 250 morti nel settembre 1999, e quello di Bologna, 85 morti nel 1980, furono attribuiti troppo velocemente agli oppositori fanatici mentre rialzavano della "strategia della tensione." Niente permette di affermare che questo schema sia applicabile agli attentati di Madrid e non si tratta di gettarci in questa ipotesi piuttosto che in un'altro. Ma nessuna pista deve essere scostata. Per contornare meglio, quella, ricordiamoceci come esempio degli avvenimenti dell'Italia.

Come negli attentati di Madrid, è un bersaglio ferroviario che è mirato, il 2 agosto 1980,: una bomba esplode nella stazione di Bologna, facendo 85 morti e più di 150 feriti. Come a Madrid, la bomba, posata nella sala di attesa di secondo classe della stazione, lei stessa un nodo ferroviario per l'insieme del paese, in pieno mese di agosto, mirava ad uccidere un massimo di passanti. Questo che, contrariamente alla leggenda trasportata da certi dei nostri colleghi specializzati nel terrorismo, non è sistematicamente il caso di tutti gli attentati. Infine, il bersaglio è popolare: Bologna era un bastione del Partito comunista italiano come a Madrid, sono dei treni di periferia venuti dei quartieri operai che sono stati mirati.

Nella loro inchiesta sull'attentato di Bologna, i giudici italiani, forti della loro esperienza degli anni di piombo e del terrorismo orchestrato con la complicità dello stato, si sono orientati velocemente sulla pista dell'estrema destra. Ma è stato distratto dalle informazioni fornite dai servizi segreti italiani del generale Santovito [1]. Queste notizie hanno smarrito i giudici su una moltitudine del falsi piste. Secondo i magistrati di cui la versione è confermata dagli atti della Corte di cassazione del 23 novembre 1995, "il SISMI ha fatto loro giungere difficilmente una massa di notizie verificabili, per l'avviare nelle ricerche tanto improduttive che estenuanti."

La tragedia di Bologna è la conclusione di una serie di attentati particolarmente omicidi che hanno scosso l'Italia dall'inizio degli anni 1970. Uno dei primi episodi sopraggiunge il 12 dicembre 1969. Questo giorno, a Milano, a 16h37, una bomba devasta il hall della Banca dell'agricoltura, uccidendo 16 nessuno e ferendo 88. Alcuni minuti prima, un impiegato della Banca commerciale italiana ha trovato nei locali un tovagliolo nero che contiene un'altra bomba di cui il sistema di collocamento a fuoco non ha funzionato. Venti minuti più tardi, a Roma, un secondo arnese esplode nel passaggio sotterraneo della Banca nazionale del lavoro, facendo sedici feriti. A 17h22 e 17h30, due nuove bombe esplodono: un davanti al monumento alle morti della città di Roma, l'altro all'entrata del museo del Risorgimento, piazza Venezia. Questa ultima onda fa fortunatamente, solamente quattro feriti.

Presunzione di colpevolezza

Questi attentati sincronizzati erano il fatto dell'estremo sinistro, dell'estrema destra o di altri accomodante? Gli inquirenti imputano immediatamente la responsabilità delle quattro esplosioni agli anarchici italiani. In un telex mandato dal ministero italiano dell'interno, il 13 dicembre 1969, a tutte le polizie europee, le autorità affermano che esse "[dirigono loro] primi sospetti verso i cerchi anarchisants." Nella falcata, la polizia perquisisce la sede di tutte le organizzazioni sinistroidi, così come di alcune formazioni di estremo-destra evitando i due più importanti, Ordine Nuovo ed Avanguardia Nazionale. La presse embraye sur « une incroyable campagne contre les extrémistes de gauche » [2].

La stampa innestata su "un'incredibile campagna contro gli estremisti di sinistra" [2].

L'inchiesta è di una rapidità folgorante: una decina degli anarchici membri dei cerchi "Bakounine" e del "22 marzo" è fermata, "delle pesanti presunzioni" che pesano su essi secondo i poliziotti. Questi si accentrano su Pietro Valpreda, un anarchico, ballerino di professione. Certi di questi amici sono stati fermati in seguito agli attentati perpetrati a Milano il 25 aprile 1969, contro il padiglione Fiat della Fiera di Milano e l'ufficio di cambio della stazione centrale. Un testimone miracoloso per l'accusa, tassista, l'accusa: si tratta di Cornelio Rolandi che confesserà più all'avvocato di Valpreda che il capo della polizia di Milano gli ha indicato che doveva riconoscere tardi. Membro del Partito comunista e del MSI, il partito neofascista italiano, muore al tempo stesso il seguente anno di una "polmonite folgorante senza febbre", aggiungendo così il suo nome a lungo andare elenco delle morti sospette. Il complice presunto di Valpreda, Giusepe Pinelli, ferroviere anarchico, è défenestré all'uscita di un interrogatorio. L'episodio drammatico si ispirerà al premio Nobel Dario Fo il suo celebre locale Morte accidentale ad un anarchico.

Le piste che conducono all'estremo-destra, e particolarmente il rapporto dell'ufficio del controspionaggio italiano, S.I.O, sulla partecipazione di Mario Merlino e Stefino Delle Chiaie, figura fascista molto conosciuto, sono seppellite. Tuttavia, come lo scritto Federico Laurent, "il neofascismo è una realtà. Per quelli che l'ha studiato, è una realtà più inquietante che il fantasmatique "internazionale terroristico" di cui una certa stampa ci dipinta regolarmente il quadro terribile, coi suoi capi di orchestra onnipotente che tira gli spaghi nell'ombra a Mosca, Tripoli o Pyongyang" [3].

La strategia della tensione

Con l'indietreggiamento, la fine della Seconda Guerra mondiale sembra avere segnato il vero inizio di un uso ripetuto di metodi terroristici per gli Stati, per destabilizzare i loro propri sistemi democratici e di limitare le libertà individuali. Così, "lontano da essere un atto isolato, il massacro di Milano è il punto culminante di un'offensiva concertata di destabilizzazione del regime parlamentare italiano. Questa "strategia della tensione" come l'ha battezzata un giornalista è esemplificatrice. Esemplare perché, da [1968] fa dell'Italia un vero laboratorio della sovversione di destra. Esemplare anche perché rivela le tecniche adoperate dagli uomini dell'estrema destra, i mezzi di cui dispongono ed il sostegno che possono aspettare di una frazione dell'apparecchio di stato" [4].

La "strategia della tensione" può essere definita come una campagna che mira a creare un cedimento dell'ordine e della legge, e di rimbalzo una crisi di fiducia dei cittadini nei confronti un governo democraticamente eletto, creando così le condizioni di una presa di potere per l'esercito. Può permettere anche semplicemente di creare un psicosi sécuritaire in seno alla popolazione che si girerà perciò verso le formazioni politiche più autoritarie. L'Italia, sotto l'influenza di una recrudescenza della violenza politica delle formazioni di estremo sinistro, ma soprattutto dei neofascisti che beneficiano della benedizione delle autorità [5], adotta una serie di disposizioni poliziesche e legislative particolarmente attentatoires alle libertà individuali. È il caso del legge Reale, adottato il 22 maggio 1975 che "dà alla polizia la preponderanza di esercizio sulla magistratura. La polizia può perquisire e può fermare una persona senza vaglia del giudice istruttore, su solo sospetto. Gli interrogatori hanno luogo senza la presenza di avvocato, anche commesso di ufficio, ciò che viola l'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza davanti alla legge" [6]. Nel 1979, il decreto-legge Cossiga allunga la durata di carcere preventivo per gli affari legati al terrorismo, ed autorizza gli ascolti telefonici. Delle disposizioni similari sono state riattivate negli Stati Uniti ed in numeroso paese alleato dal 11 settembre 2001, col PATRIOT Act stato-unien, le leggi anti-terroristiche adottate in Gran Bretagna, in Germania, ed in Canada. In Francia, dopo l'adozione del legge Perben II ed il rafforzamento del Piano Vigipirate, la polizia dispone di poteri di eccezione aumentata nella cornice della lotta contro il terrorismo [7].

Mobilitare l'opinione pubblica contro un capro espiatorio

Se gli esecutori degli attentati italiani sono stati identificati, e talvolta condannati, si ignora sempre chi furono esattamente gli accomodante. Tutto al può affermarsi che questa strategia era stata determinata dai servizi segreti dell'alleanza atlantica, senza escludere che siano stati oltrepassati dai subappaltatori che avevano reclutato nei mezzi di estrema destra, e che sono stati messi in opera grazie alla complicità di agenti collocati al più alto livello dello stato italiano. Per i servizi della NATO come per i neofascisti, gli italiani non avevano consapevolezza del pericolo rosso e bisognava fare soffrirli per insorgerli contro i comunisti. Questo modo di ragionamento non è l'esclusività dei servizi atlantici. Gli attentati di Mosca sopraggiunsero, nel 1999, quando Vladimir V. Poutine diventò Primo ministro. Furono attribuiti ai Tchétchènes. Da, dei responsabile del FSB hanno ammesso che erano in realtà opera di ufficiali del loro servizio che sentivano costringere il governo a rilanciare la guerra e giunsero. Comunque sia, ciò che distingue questo tipo di attentato degli altri, questo è che mira a provocare una reazione emozionale forte per mobilitare l'opinione pubblica contro un capro espiatorio.

Questi esempi c'incitano alla più estrema precauzione nella designazione dei responsabile degli attentati di Madrid come nella verifica delle eventuali rivendicazioni.

 


[1] questo è arrivato alla testa del SISMI grazie alla loggia P2 di cui è membro. Nel 1981, è dimesso delle sue funzioni all'epoca dello scandalo del palco massonico. Nel 1984, muore dei seguiti di un'operazione a Firenze, ma il suo decesso è considerato come un assassinio travestito dai membri della Commissione di inchiesta parlamentare sulla P2.

[2] l'orchestra nera, di Federico Laurent, Scorta, 1978.

[3] l'orchestra Nera, op.cit.

[4] l'orchestra Nera, op.cit.

[5] sull'insieme degli attentati che vanno a scuotere il paese, essenzialmente attribuito all'estremo sinistro all'epoca, che si trattasse delle Squadre Rosse, degli anarchici o di altri gruppi ancora, un rapporto del ministero dell'interno del 1981 afferma al finale che il 67,55% delle violenze commesse in Italia del 1969 a 1980 sono imputabili all'estrema destra, il 26,5% all'estremo sinistro ed il 5,95% ad altre organizzazioni.

[6] "giustizia "di piombo" in Italia", per Anne Schimel, Le Monde Diplomatique, aprile 1998.

[7] per un dettaglio delle legislazioni adottate dopo il 11 settembre, vedere Il Top 15 degli Stati i più liberticidi per il Collettivo Libertà Immutabili, Federazione Internazionale delle leghe dei Diritti dell'uomo, Human Rights Watch, Reporter senza frontiere.

Pagina di origine: www.reseauvoltaire.net/article12840.html

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